Data di Pubblicazione:
2020
Citazione:
Pandemic and right to university study in prison / Carlo Alberto, R., Pietralunga, S., Ravagnani, L., Dassisti, L., Prina, F., Ignazio, G.. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 2240-8053. - 14:4(2020), pp. 305-318. [10.7347/RIC-042020-p305]
Abstract:
L'inviolabilità del diritto allo studio è sancita dall'art. 34 della Costituzione italiana, che stabilisce che la scuola è aperta a
tutti, senza alcun riferimento alle condizioni personali dello studente che può quindi anche essere privato della libertà.
L'istruzione è essenziale perché la pena assolva alla sua funzione rieducativa: l'articolo 17 dell'ordinamento penitenziario
sancisce infatti la necessità della partecipazione della comunità esterna, e di soggetti pubblici e privati, per portare a compimento
l'azione rieducativa e risocializzante di detenuti e internati. Se in condizioni normali tali enunciazioni di principio
si scontrano spesso con le contraddizioni della realtà della condizione detentiva, la crisi sanitaria legata al covid-19 ha rischiato
di veder crollare conquiste che in tale ambito si erano raggiunte. A partire da riflessioni sul diritto allo studio in Carcere e
sulla storia dell’attenzione della Criminologia al trattamento dell’autore di reato e, quindi, allo studio nel settore dell’esecuzione
della pena, l’articolo presenta i dati di una ricognizione sullo stato dell’arte dello studio universitario effettuata dalla
Conferenza Nazionale del Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari, presso le strutture penitenziarie dove
esse sono istituite, durante la Pandemia da Coronavirus.
tutti, senza alcun riferimento alle condizioni personali dello studente che può quindi anche essere privato della libertà.
L'istruzione è essenziale perché la pena assolva alla sua funzione rieducativa: l'articolo 17 dell'ordinamento penitenziario
sancisce infatti la necessità della partecipazione della comunità esterna, e di soggetti pubblici e privati, per portare a compimento
l'azione rieducativa e risocializzante di detenuti e internati. Se in condizioni normali tali enunciazioni di principio
si scontrano spesso con le contraddizioni della realtà della condizione detentiva, la crisi sanitaria legata al covid-19 ha rischiato
di veder crollare conquiste che in tale ambito si erano raggiunte. A partire da riflessioni sul diritto allo studio in Carcere e
sulla storia dell’attenzione della Criminologia al trattamento dell’autore di reato e, quindi, allo studio nel settore dell’esecuzione
della pena, l’articolo presenta i dati di una ricognizione sullo stato dell’arte dello studio universitario effettuata dalla
Conferenza Nazionale del Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari, presso le strutture penitenziarie dove
esse sono istituite, durante la Pandemia da Coronavirus.
Tipologia CRIS:
Articolo su rivista
Keywords:
Pandemia da Covid-19, diritto allo studio, formazione universitaria, carcere, trattamento penitenziario, criminologia
Elenco autori:
Carlo Alberto, Romano; Pietralunga, Susanna; Ravagnani, Luisa; Dassisti, Liliana; Prina, Franco; Ignazio, Grattagliano
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Pubblicato in: