Espressioni di insofferenza lavorativa sui social network: tra libertà di manifestazione del pensiero e limite dei doveri civivi del lavoratore
Articolo
Data di Pubblicazione:
2026
Citazione:
Espressioni di insofferenza lavorativa sui social network: tra libertà di manifestazione del pensiero e limite dei doveri civivi del lavoratore / Degoli, M. C.. - In: IL LAVORO NELLA GIURISPRUDENZA. - ISSN 1591-4178. - 2(2026), pp. 158-168.
Abstract:
In tema di licenziamento disciplinare, l’illecito consistente nella diffusione, tramite social network
(nella fattispecie, TikTok), di un breve video recante espressioni inurbane e colloquiali che esprimono
noia, stanchezza o insofferenza verso la prestazione lavorativa, ma non contengono specifiche frasi
denigratorie o di disprezzo nei confronti del datore di lavoro, non integra una “grave violazione”
degli obblighi di condotta conforme ai doveri civici, tale da legittimare il recesso per giusta causa ex
art. 2119 c.c., dovendo residuare, in un’ottica di proporzionalità, l’applicazione di una sanzione conservativa, eventualmente riconducibile a condotte minori (come il ritardo nell’inizio della prestazione
Tipologia CRIS:
Nota a Sentenza
Keywords:
Social network, libertà di espressione, assenza di contenuti offensivi attinenti all’azienda, potere disciplinare, licenziamento per giusta causa, mancanza di proporzionalità, sanzione conservativa, illegittimità
Elenco autori:
Degoli, M. C.
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: