Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
La Kangaroo mother care: è una pratica utile per il prematuro? / Magnani, Daniela; Orlandini, Simona; Palazzolo, Cristian; Ferri, Paola. - In: L'INFERMIERE. - ISSN 2038-0712. - ELETTRONICO. - 6:(2014), pp. 5-9.
Abstract:
La Kangaroo Mother Care (KMC) è una pratica introdotta nel 1978 da Edgar Rey, presso l’Istituto Materno Infantile di Santa Fe, a Bogotà, Colombia, come alternativa alle cure convenzionali offerte ai neonati prematuri. Inizialmente fu concepita per ovviare alla mancanza di incubatrici e si basava sul contatto pelle a pelle con la madre 24 ore su 24, con alimentazione esclusiva con latte materno. Il neonato veniva posizionato sull’addome materno, con il capo tra i seni (in modo da favorire l’allattamento) e ancorato in modo tale da potervi rimanere in sicurezza, giorno e notte. La denominazione di tale pratica prende origine dalle similitudini con la modalità adottata dai marsupiali per prendersi cura dei loro piccoli. Effettuata con queste modalità, la KMC consente al neonato di mantenere una corretta temperatura corporea, mentre la madre rappresenta la principale fonte di cibo e di stimoli, fino a che il bambino non raggiunge un peso e una maturazione tali, da consentirgli una vita extra-uterina, al pari dei bambini nati a termine. Nel tempo la KMC si è diffusa in tutto il mondo, in vari contesti, da quelli rurali senza risorse a quelli più avanzati. Nei contesti avanzati ad alto tasso di tecnologia, con ampia disponibilità di incubatrici, viene applicata con grosse differenze rispetto al metodo originale. Le differenze includono la discontinuità del trattamento (intrapreso a intermittenza, per poche ore al giorno) e la non esclusività dell’allattamento materno. Inoltre, la KMC in questi setting viene intrapresa solo se il neonato è abbastanza stabile dal punto di vista emodinamico e respiratorio. Rari sono i contesti in cui la KMC viene applicata a neonati in ventilazione meccanica (Conde-Agudelo & Diaz-Rossello, 2014). La KMC è quindi una pratica salvavita nei Paesi a basso reddito, dove le tecnologie sanitarie scarseggiano, ma non è chiaro se questa pratica sia utile in Paesi ad alto reddito. E’ stata pertanto effettuata una revisione narrativa della letteratura allo scopo di ricercare evidenze sull’efficacia della KMC in un contesto tecnologico, come alternativa alle cure convenzionali in incubatrice.
Le ricerche sono state effettuate utilizzando le seguenti parole chiave: Kangaroo Mother Care, Kangaroo Care, Skin-to-skin Care, Skin-to-skin Contact, Low Birth Weight (LBW) e Preterm Infants. Non sono stati posti limiti di lingua.
I vantaggi della KMC
La KMC mostra vantaggi in termini di mortalità, rilevata alla dimissione e a 40-41 settimane di età gestazionale corretta, nonché all’ultimo follow-up, quando effettuata a intermittenza, in contesti ad alta tecnologia, in neonati stabilizzati (Conde-Agudelo & Diaz-
Rossello, 2014). Nei neonati LBW (basso peso alla nascita) stabilizzati, la KMC è stata associata a una riduzione statisticamente significativa delle sepsi e di altre patologie severe, tra cui quelle a carico delle vie respiratorie, anche al follow-up a sei mesi (Conde-Agudelo & Diaz-Rossello, 2014). Non sono, invece, state rilevate differenze significative tra neonati sottoposti a KMC e neonati del gruppo di controllo, per quanto riguarda sviluppo psicomotorio e sensoriale (Conde-Agudelo & Diaz-Rossello, 2014).
I neonati estremamente prematuri possono mantenere una temperatura adeguata durante il contatto pelle a pelle e rimanere stabili prima, durante e dopo la sessione di KMC. Le piccole diminuzioni di temperatura causate dai trasferimenti, non sono associate ad
aumenti del consumo di ossigeno (Tuoni et al., 2012). La saturazione di ossigeno nel sangue si mantiene stabile durante la KMC, così come diminuiscono le desaturazioni. Durante i trasferimenti i bambini mostrano segni di stress a causa della differenza di temperatura e quindi la richiesta di ossigeno può aumentare, ma que
Tipologia CRIS:
Articolo su rivista
Keywords:
Kangaroo mother care, neonato prematuro, assistenza infermieristica pediatrica
Elenco autori:
Magnani, Daniela; Orlandini, Simona; Palazzolo, Cristian; Ferri, Paola
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