Data di Pubblicazione:
2015
Citazione:
Paternità e Carcere: Primi risultati di una ricerca su Genitorialità e Stato Detentivo / Grattagliano, Ignazio; Pietralunga, Susanna; Taurino, Alessandro; Cassibba, Rosalinda; Lacalandra, Giuliana; Pasceri, Maria; Laquale, Gianmichele; Ostuni, Alessio; Cassano, Anna; Catanesi, Roberto. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 1121-1717. - STAMPA. - (2015), pp. 73-73. ( Helping the Bad: Aiutare i cattivi, il contributo della Criminologia S. Margherita Ligure (GE) 22-24/10/2015).
Abstract:
Essere padri detenuti rientra nella categoria di genitorialità a rischio, in quanto la condizione di detenzione fa
venire meno alcuni aspetti fondamentali dell’esercizio della funzione genitoriale. L’ingresso in carcere interrompe ed
altera la natura reciproca dello scambio comunicativo e interattivo genitore-figlio. Un padre detenuto non può esercitare
nella pienezza fisica, spaziale e temporale il proprio ruolo di genitore, non essendo nelle condizioni di garantire
la trasmissione al/la figlio/a di quel senso di attaccamento, fiducia e sicurezza fondamentale per la sua crescita. Su un
ulteriore livello di analisi va considerato che stereotipi e pregiudizi possono contribuire a creare una rappresentazione
culturalmente condivisa del detenuto stesso come soggetto incapace di essere un buon genitore. Ciò potrebbe determinare
un vissuto di fallimento e di inadeguatezza rispetto alla percezione di sé come padre e rispetto al proprio
ruolo genitoriale L’assenza, inoltre, (nella maggior parte dei casi degli individui in stato di detenzione) di modelli di
riferimento adeguati, le condizioni iniziali di svantaggio, la povertà di strumenti cognitivi, comunicativi e relazionali
disponibili, uniti all’esperienza di un contesto restrittivo quale il carcere, rendono difficile la costruzione e il mantenimento
di un legame fra padre-figlio adeguato alle esigenze di sviluppo del minore. Quindi la condizione di detenzione
altera: a) la dimensione relazionale genitore-figlio/a; b) la rappresentazione e il vissuto che il soggetto ha come
di sé come padre/genitore.
Non possono, pertanto, sussistere dubbi sull’importanza di interventi correttivi rispetto a tali dinamiche negative
e, sull’importanza di iniziative di supporto ai soggetti detenuti ed alle loro famiglie, fra le quali vi sono ad esempio,
la predisposizione di luoghi e tempi per gli incontri tra genitore detenuto e figli, adatti a recuperare e mantenere una
continuità di rapporti ed a stabilire e promuovere una responsabilità genitoriale da parte del soggetto recluso.
Obbiettivi della ricerca: –Verificare l’auto-percezione del ruolo paterno – Verificare lo stile di attaccamento dei padri
in stato di detenzione – Esplorare la relazione tra modalità di auto-percezione del ruolo paterno e pattern di attaccamento
dei partecipanti alla ricerca.
Metodo: Sono state coinvolte le Direzioni delle Amministrazioni Penitenziarie di due regioni italiane: Puglia ed
Emilia Romagna. Sono stati arruolati 150 detenuti di sesso maschile, a cui è stato richiesto il consenso alla ricerca
ed a cui è stato somministrato un articolato questionario anamnestico e due strumenti di valutazione delle competenze
genitoriali.
Strumenti: ASQ- Attachment Style Questionnaire (Feeney, Noller, Hanrahan, 1994) ARP-Questionario sull’Autopercezione
del Ruolo Paterno (MacPhee, Benson, Bullock, 1986).
Considerazioni Finali: È nota la capacità dei minori di instaurare attaccamenti multipli profondi con persone che,
pur non appartenendo alla cerchia familiare ristretta, si dimostrano disponibili e preparati a rispondere ai loro segnali.
Da ciò deriva la rilevanza della rete sociale che circonda il minore nel suo processo di crescita ed, in particolare, della
rete sociale dei minori che sono figli di genitori detenuti, e ciò anche alla luce dei più recenti orientamenti di politica
criminale nel settore dell’esecuzione penale, che spostano sempre più le problematiche derivanti da una detenzione
dal ristretto ambito carcerario allo spazio più allargato del territorio. A ciò si associa la correlazione tra il successo di
strategie rieducative in carcere ed il mantenimento di una buona relazione tra detenuto figli e famiglia, dal momento
che le modalità dell’e
Tipologia CRIS:
Abstract in Atti di Convegno
Keywords:
Genitorialità, Crimine, Risocializzazione
Elenco autori:
Grattagliano, Ignazio; Pietralunga, Susanna; Taurino, Alessandro; Cassibba, Rosalinda; Lacalandra, Giuliana; Pasceri, Maria; Laquale, Gianmichele; Ostuni, Alessio; Cassano, Anna; Catanesi, Roberto
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Titolo del libro:
Helping the Bad: Aiutare i cattivi, il contributo della Criminologia
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