Publication Date:
2025
Short description:
Benvenuti al Lonely Pub! Conversazioni sulla solitudine / Zannoni, Federico. - (2025), pp. 1-262.
abstract:
Il Lonely Pub esiste davvero. Seduti ai tavolini o appoggiati al bancone, è lì che si incontrano i solitari, per farsi compagnia bevendo e conversando, per comprendere insieme tutto il bene che possono trarre dalla solitudine che appartiene a ciascuno.
Il Lonely Pub è un luogo fisico, ma è anche una predisposizione dell’anima e un orientamento sociale. Rappresenta la volontà di superare le inibizioni e le ritrosie, i compiacimenti e le vergogne, per accogliere e condividere le tante declinazioni delle nostre solitudini. In fondo, anche se nelle relazioni manteniamo una propensione a non sentirci mai completamente insieme agli altri, soli del tutto non lo siamo mai.
Le storie della vita possono portare a trascorrere parecchi anni chiusi in una stanza, oppure a rifugiarsi da bambini in un bosco cileno, finanche a ritrovarsi immigrati in Africa o profughi in Italia, mentre le vocazioni a insegnare, scrivere, comporre e dipingere implicano un confronto quotidiano con le solitudini proprie e altrui. E che dire dei padri che per carriera non possono trascorrere tutta la settimana con le proprie figlie ancora piccole, dei sindaci alla quotidiana ricerca di soluzioni per fronteggiare l’isolamento degli spopolati comuni appenninici, dei medici di base che ricevono le confidenze esageratamente intime di uomini e donne che non saprebbero a chi altri rivolgersi?
Tra un drink e l’altro, conversando sulla solitudine con persone che avevano molto da dire, siamo riusciti a penetrare in alcune delle infinite meraviglie che solo l’Umano sa contenere. Spesso le dimentichiamo, addirittura le bistrattiamo, eppure tenacemente rimangono, come volessero aspettarci, per offrire luce alle nostre sperimentazioni solitarie e in compagnia.
Il Lonely Pub è un luogo fisico, ma è anche una predisposizione dell’anima e un orientamento sociale. Rappresenta la volontà di superare le inibizioni e le ritrosie, i compiacimenti e le vergogne, per accogliere e condividere le tante declinazioni delle nostre solitudini. In fondo, anche se nelle relazioni manteniamo una propensione a non sentirci mai completamente insieme agli altri, soli del tutto non lo siamo mai.
Le storie della vita possono portare a trascorrere parecchi anni chiusi in una stanza, oppure a rifugiarsi da bambini in un bosco cileno, finanche a ritrovarsi immigrati in Africa o profughi in Italia, mentre le vocazioni a insegnare, scrivere, comporre e dipingere implicano un confronto quotidiano con le solitudini proprie e altrui. E che dire dei padri che per carriera non possono trascorrere tutta la settimana con le proprie figlie ancora piccole, dei sindaci alla quotidiana ricerca di soluzioni per fronteggiare l’isolamento degli spopolati comuni appenninici, dei medici di base che ricevono le confidenze esageratamente intime di uomini e donne che non saprebbero a chi altri rivolgersi?
Tra un drink e l’altro, conversando sulla solitudine con persone che avevano molto da dire, siamo riusciti a penetrare in alcune delle infinite meraviglie che solo l’Umano sa contenere. Spesso le dimentichiamo, addirittura le bistrattiamo, eppure tenacemente rimangono, come volessero aspettarci, per offrire luce alle nostre sperimentazioni solitarie e in compagnia.
Iris type:
Monografia/Trattato scientifico
Keywords:
solitudine; pedagogia delle emozioni; relazioni; comunità; dialogo
List of contributors: