Data di Pubblicazione:
2015
Citazione:
Agenti fisici. Radiazioni non ionizzanti / Gobba, Fabriziomaria. - STAMPA. - (2015), pp. 1127-1153.
Abstract:
Le radiazioni non ionizzanti (“Non Ionizing Radiation” -NIR-) hanno meccanismi di interazione con la materia differenti dalla ionizzazione. Sono classificabili in base alla frequenza, espressa in Hertz (Hz), e lunghezza d´onda (λ): le NIR sono le radiazioni con frequenza compresa tra 0 e 3 x 1015 Hz, e possono essere di origine naturale (es. campo geomagnetico terrestre, radiazione solare, ecc.) o artificiale (es. distribuzione e applicazioni della corrente elettrica, telecomunicazione, risonanza magnetica nucleare, illuminazione, riscaldamento, lavorazione metalli, tecnologie laser, ecc). Usualmente vengono considerati separatamente i Campi Elettromagnetici (CEM), e le Radiazioni Ottiche (RO). Data la loro diffusione sostanzialmente ubiquitaria, praticamente la totalità dei lavoratori è esposta. I CEM sono ulteriormente distinti in campi statici e campi variabili nel tempo (ELF, IF, RF e MO). Possono indurre vari affetti acuti per esposizioni elevate, mentre sui possibili effetti a lungo termine delle basse esposizioni, ovvero quelle usualmente riscontrabili negli ambienti di lavoro e di vita, le conoscenze sono meno conclusive. Sia le ELF che le RF sono attualmente classificate nel Gr. 2B IARC (possibili cancerogeni). Le RO sono suddivise in radiazioni IR, visibili ed UV, e possono essere di tipo incoerente o coerente (laser). I principali organi bersaglio sono la cute e l’occhio, e gli effetti diretti possono essere di tipo acuto (principalmente ustioni, fotocheratiti, fotocongiuntiviti e fotoretiniti) o cronico (principalmente photoaging, cheratosi attiniche, epiteliomi baso- e spinocellari, melanomi, cataratta e pterigio); le radiazioni UV sono cancerogene Gr. 1 IARC. Inoltre, le RO visibili ed UV possono indurre fotosensibilizzazioni.
Tipologia CRIS:
Capitolo/Saggio
Elenco autori:
Gobba, Fabriziomaria
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Titolo del libro:
Trattato di medicina del lavoro. V. 2