Data di Pubblicazione:
2007
Citazione:
Le relazioni degli studenti come particolare modalità di discorso pedagogico / Barbieri, Nicola. - STAMPA. - (2007), pp. 43-116.
Abstract:
Gli elaborati di pedagogia aventi come oggetto La mia scuola, svolti dai maestri iscritti negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento al corso per il conseguimento del diploma di vigilanza scolastica, presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Padova, costituiscono un interessante materiale di studio anche per chi si occupa di “discorso pedagogico”.
Non c’è dubbio infatti, che quei testi, redatti nel contesto di una relazione formativa “alta” (la formazione universitaria dei futuri direttori didattici), rappresentino un livello di riflessione meta-educativo (e quindi “pedagogico”) rispetto alla situazione educativa che assumono come oggetto di indagine, cioè la “scuola” nella quale ciascuno degli iscritti al corso esercitava la sua professione.
Molti testi, in realtà, travalicano questa consegna, apparentemente circoscritta all’aspetto descrittivo-informativo, e diventano riflessioni a tutto campo sulla scuola, sull’essere maestro nella scuola, sugli alunni dei quali si è maestro, sul contesto socio-culturale in cui la relazione maestro-alunni avviene: vi sono rievocazioni autobiografiche, spaccati sociologici, prese di posizione di carattere politico, considerazioni pedagogiche. Si tratta pertanto di testi complessi, che è bene fare uscire, con un’indagine appropriata, dall’immagine angusta e limitata di mera esercitazione accademica, cercando di rendere conto pienamente di questa complessità.
Dal nostro punto di vista, nella prima parte del saggio richiameremo, in una breve introduzione, le caratteristiche del “discorso pedagogico”, un tema che sempre ricorre nell’ambito delle ricerche e degli studi pedagogici; nella seconda parte cercheremo di richiamare alcune modalità di analisi; nella terza, infine, applicheremo le categorie messe in luce agli elaborati che costituiscono l’oggetto di indagine.
Non c’è dubbio infatti, che quei testi, redatti nel contesto di una relazione formativa “alta” (la formazione universitaria dei futuri direttori didattici), rappresentino un livello di riflessione meta-educativo (e quindi “pedagogico”) rispetto alla situazione educativa che assumono come oggetto di indagine, cioè la “scuola” nella quale ciascuno degli iscritti al corso esercitava la sua professione.
Molti testi, in realtà, travalicano questa consegna, apparentemente circoscritta all’aspetto descrittivo-informativo, e diventano riflessioni a tutto campo sulla scuola, sull’essere maestro nella scuola, sugli alunni dei quali si è maestro, sul contesto socio-culturale in cui la relazione maestro-alunni avviene: vi sono rievocazioni autobiografiche, spaccati sociologici, prese di posizione di carattere politico, considerazioni pedagogiche. Si tratta pertanto di testi complessi, che è bene fare uscire, con un’indagine appropriata, dall’immagine angusta e limitata di mera esercitazione accademica, cercando di rendere conto pienamente di questa complessità.
Dal nostro punto di vista, nella prima parte del saggio richiameremo, in una breve introduzione, le caratteristiche del “discorso pedagogico”, un tema che sempre ricorre nell’ambito delle ricerche e degli studi pedagogici; nella seconda parte cercheremo di richiamare alcune modalità di analisi; nella terza, infine, applicheremo le categorie messe in luce agli elaborati che costituiscono l’oggetto di indagine.
Tipologia CRIS:
Capitolo/Saggio
Keywords:
maestro; direttore didattico; formazione universitaria; scuola veneta
Elenco autori:
Barbieri, Nicola
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Titolo del libro:
Da maestri a direttori didattici