Data di Pubblicazione:
2004
Citazione:
Linguaggi della guerra / Montanari, Federico. - (2004), pp. -380.
Abstract:
Possiamo rendere la guerra oggetto di un’analisi semiotica? Naturalmente, poiché essa racchiude in sé tutti i problemi, le variabili e le categorie che una disciplina come la semiotica, in particolare una sociosemiotica e una semiotica della cultura, riconosce come fondamentali: il tempo e lo spazio; gli attori in gioco e la loro capacità di pianificare l’azione; il rapporto tra passione, percezione e azione. L’“anomalia”, in questo caso, è che si studiano semioticamente i sistemi e le pratiche non solo di produzione, ma anche “di distruzione”, e la loro codificazione e rappresentazione. In particolare, è il nesso fra guerra e racconto ad aprirci questa possibilità di indagine. È in tale ottica che l’autore inquadra il rapporto fra strategie e rappresentazioni, cioè i modi in cui la guerra viene “dipinta” – descritta, narrata, fotografata, filmata. Dietro l’apparente eterogeneità, emerge l’ipotesi di una “trama” strutturale, di uno o più modelli del confronto, della lotta. Nel tentativo di fornire alcune definizioni della guerra tra antropologia e semiotica, l’autore insiste da un lato sullo sguardo semiotico verso i fenomeni propri del conflitto, dall’altro sull’idea – sottolineata pure dall’ultimo Foucault – di uno sguardo “bellico” che osservi la storia, per far emergere dalle culture i rapporti di forza e le linee di scontro. Più in generale, il suo obiettivo è considerare la guerra in quanto parte di un dato universo culturale, guardando a un’antropologia dei conflitti collocabile nel progetto di una più vasta semiotica delle culture.
Tipologia CRIS:
Monografia/Trattato scientifico
Keywords:
war; semiotics; cultural studies
Elenco autori:
Montanari, Federico
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