Skip to Main Content (Press Enter)

Logo UNIMORE
  • ×
  • Home
  • Degree programmes
  • Modules
  • Jobs
  • People
  • Research Outputs
  • Academic units
  • Third Mission
  • Projects
  • Skills

UNI-FIND
Logo UNIMORE

|

UNI-FIND

unimore.it
  • ×
  • Home
  • Degree programmes
  • Modules
  • Jobs
  • People
  • Research Outputs
  • Academic units
  • Third Mission
  • Projects
  • Skills
  1. Research Outputs

DOMINIO EPILIGURE. INTERVALLO EOCENE MEDIO-TORTONIANO P.P.

Chapter
Publication Date:
1992
Short description:
DOMINIO EPILIGURE. INTERVALLO EOCENE MEDIO-TORTONIANO P.P / Conti, S., Panini, F. - In: "L'APPENNINO TOSCO-EMILIANO", GUIDE GEOLOGICHE REGIONALI, / BORTOLOTTI V.. - STAMPA. - Milano : BE-MA, 1992. - ISBN 9788871431345. - pp. 46-49
abstract:
Sul versante padano dell' Appennino settentrionale affiora estesamente, in discordanza o apparentemente concordante (paraconcordanza) sulle varie unità liguri, una successione stratigrafica, che seppure variabile in termini di associazioni litologiche e di potenza, presenta caratteristiche comuni dal Monferrato alla valle del F. Foglia (Appennino marchigiano).Durante l'Eocene medio (Luteziano), subito dopo la fase tettonica ligure, la sedimentazione comincia su di un substrato fortemente deformato ed in ambiente marino piuttosto profondo, con depositi rappresentati da potenti accumuli di brecce poligeniche a matrice argillosa (melange sedimentari, olistostromi), da marne ed argille emipelagiche con strati torbiditici e da corpi arenacei risedimentati. I primi sono segnalati nell' Appennino reggiano ed in maggior misura nel settore modenese e bolognese fino alla val Sillaro; simili depositi affiorano poi anche a SE, nell' Appennino tosco- marchigiano (Sasso di Simone e Simoncello). Questi depositi, a lungo erroneamente accomunati ai terreni caotici di origine tettonica sottostanti, sono noti con varie denominazioni ( brecce argillose della Val Fossa-Baiso, di Costa dè Buoi, della Val Tiepido p.p.) e si differenziano per talune loro peculiari caratteristiche litologiche (varietà della matrice e dei clasti) ed in qualche caso contengono lembi, anche di dimensioni ettometriche, di unità appartenenti ai complessi di base liguri, interpretabili come frane di scivolamento in massa.Tutte le brecce poligeniche derivano da colate miste di fango e detrito e mostrano una tipica tessitura clastica rappresentata da una matrice pelitica (in qualche caso anche sabbiosa) e da clasti di varia natura litologica e taglia. Il materiale che costituisce questi depositi deriva quasi invariabilmente dalle unità liguri: nella maggioranza dei casi esse sono rappresentate dalle unità litostratigrafiche appartenenti ai cosiddetti "complessi di base", ma sono segnalate anche brecce poligeniche costituite da materiali provenienti dai flysch ad elmintoidi cretaceo-eocenici (Gruppo della Val di Sambro). I depositi pelitici eocenici, a luoghi presenti entro le brecce poligeniche sotto forma di clasti e/o livelli di sedimentazione "normale", sono rappresentati da argille e marne grigio-scure e rosate. Queste peliti costituiscono, assieme a potenti corpi arenacei risedimentati, la Formazione di Montepiano. Essa affiora in tutto l'Appennino emiliano, mentre è assente nell' area marchigiano romagnola (coltre della Val Marecchia); corpi arenacei risedimentati (Arenarie di Loiano) rappresentano la quasi totalità della formazione nelle parti più meridionali dell'Appennino emiliano. Le Arenarie di Loiano nell' area tipo (medie valli del Setta e del Savena) sembrano essere interamente comprese entro l' Eocene medio, ma altrove corpi arenacei ad esse correlabili potrebbero raggiungere, assieme ai depositi pelitici, anche l' Oligocene inferiore.Le peliti della Formazione di Montepiano sono spesso coinvolte in fenomeni di franamento sinsedimentario (slumping) e presentano intercalazioni di torbiditi pelitico-siltose od arenacee, o più raramente di siltiti brune. Sono in genere policrome, ma nella zona meridionale, in alcuni affioramenti sovrastanti le unità litostratigrafiche del Gruppo della Val di Sambro, prevalgono nettamente argille nerastre o grigio-verdi con intercalazioni arenacee e piccoli accumuli derivati da colate di fango e detrito (Argille di rio Giordano) che passano rapidamente, attraverso un progressivo aumento delle intercalazioni arenacee, alle sovrastanti Arenarie di Loiano. Queste sono costituite da torbiditi arenacee quarzoso-feldspatiche biancastre in strati molto spessi o massicci; più raramente, sia alla base che nella parte superi
Iris type:
Capitolo/Saggio
Keywords:
depositi epiliguri; Appennino settentrionale
List of contributors:
Conti, Stefano; Panini, Filippo
Authors of the University:
CONTI Stefano
Handle:
https://iris.unimore.it/handle/11380/461192
Book title:
"L'APPENNINO TOSCO-EMILIANO", GUIDE GEOLOGICHE REGIONALI,
  • Use of cookies

Powered by VIVO | Designed by Cineca | 26.5.2.0