L’andamento epidemiologico della tubercolosi nella regione Emilia-Romagna: dati dal report regionale 1999-2020
Abstract
Data di Pubblicazione:
2022
Citazione:
L’andamento epidemiologico della tubercolosi nella regione Emilia-Romagna: dati dal report regionale 1999-2020 / Azzalini, D; Lugli, C; Matteo, G; Perilli, C; Mattivi, A; Massimiliani, E; Frasca, G; Gualanduzzi, C; Giampà, V; Righi, E; Belloli, Gl; Diegoli, G; Mattei, G. - In: JOURNAL OF PREVENTIVE MEDICINE AND HYGIENE. - ISSN 2421-4248. - 63:2 (supplement 1 June 2022)(2022), pp. 79-80. ( 55 Congresso Nazionale Società Italiana di igiene medicina Preventiva e sanità Pubblica (SItI) "Rerum conoscere causa" costruire sapere e competenze in prospettiva One Health Padova 28 settembre - 1 ottobre 2022).
Abstract:
Introduzione
La tubercolosi (Tb) rappresenta una delle dieci principali cause
di morte nel mondo. L’Italia è un Paese a bassa endemia con
incidenza inferiore a 10 casi/100.000 abitanti. Questo lavoro
espone i dati più significativi dell’aggiornamento epidemiologico
sulla sorveglianza della Tb nella regione Emilia-Romagna
(RER).
Materiali e metodi
L’aggiornamento epidemiologico 2020 analizza i casi di Tb
notificati secondo i DM 15/12/1990 e 29/07/1998, rilevati dal
sistema di sorveglianza previsto dalla Circolare Regionale n. 9
del 26/04/2005 riguardanti residenti e domiciliati in RER nel
periodo 1999-2020 con focus negli anni 2016-2020.
Risultati
Analogamente ai dati nazionali, la RER ha registrato una diminuzione del tasso di incidenza (11,6 casi/100.000 abitanti
nel 2012 vs 7,3 nel 2020) ad eccezione del 2017 in cui si è
verificato un lieve aumento (9,3 casi/100.000 abitanti). Il calo
ha riguardato anche l’incidenza delle forme polmonari (4,8
casi/100.000 abitanti nel 2020). L’età media dei casi è calata
(53,9 anni nel 1999 vs 42,2 nel 2020) con rapporto maschi/
femmine di 1,5:1 nel periodo 2016-2020. La prevalenza è
maggiore nei nati all’estero (27,9% nel 1999 vs 69,6% nel
2020). La mediana del ritardo diagnostico è superiore nei nati
in Italia rispetto ai nati all’estero (45 gg vs 39 gg); in questi
ultimi il ritardo diagnostico è maggiore in chi viveva in Italia
da più di tre anni rispetto a chi vi risiedeva da meno tempo (40
gg vs 36 gg). Nel 2014 si è osservata una lieve flessione della
percentuale di esiti favorevoli di fine trattamento; tuttavia, per
la coorte dei casi 2019 è emerso il risultato migliore dal 2016
(68,5%) nonostante l’anno di sorveglianza coincidesse con il
primo anno di pandemia. Nel periodo 2016-2020, nell’8% dei
nuovi casi per i quali era disponibile il saggio di sensibilità ai
farmaci anti-Tb di prima linea, è stata rilevata almeno una resistenza farmacologica e nell’1,7% sono stati individuati ceppi
MDR.
Conclusioni
Il calo dell’incidenza di Tb e delle forme polmonari rappresenta
un successo delle politiche di prevenzione e controllo della
rete territoriale e dai Dipartimenti di Sanità Pubblica della
RER. Rimane necessario prestare attenzione alla popolazione
italiana e straniera più giovane per ridurre ritardo diagnostico e
potenziale diffusione ai contatti, migliorare follow-up ed esito
di malattia. La creazione di percorsi formativi destinati agli
operatori sanitari, prevista dal Piano Regionale della Prevenzione
2021-2025, si propone di potenziare comunicazione e
counseling rivolti alla popolazione straniera e favorire accessibilità ai servizi sanitari e adesione terapeutica.
Tipologia CRIS:
Abstract in Rivista
Elenco autori:
Azzalini, D; Lugli, C; Matteo, G; Perilli, C; Mattivi, A; Massimiliani, E; Frasca, G; Gualanduzzi, C; Giampà, V; Righi, E; Belloli, Gl; Diegoli, G; Mattei, G
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