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  1. Pubblicazioni

La coltura della reseda: un primato nell'area di Mutina?

Abstract
Data di Pubblicazione:
2011
Citazione:
La coltura della reseda: un primato nell'area di Mutina? / Rinaldi, Rossella; Bosi, Giovanna; Mazzanti, Marta. - STAMPA. - \:(2011), pp. 102-103. ( La lana nella Cisalpina romana: economia e società Padova 18-20 Maggio 2011).
Abstract:
Il sito romano del canale della ex Cassa di Risparmio di Modena rappresenta un unicum per l’Emilia Romagna per le informazioni archeobotaniche fornite su un territorio urbano. Il canale fu bonificato (15-40 d.C.) con anfore rovesciate e con apporto di grandi quantità di materiali, biologici e no, provenienti dall’area urbana/peri-urbana (LABATE & MALNATI, 1988). Lo studio dei reperti carpologici ha fornito molte informazioni paletnobotaniche sulle attività dell’uomo (colture attuate, dieta vegetale, introduzione di specie esotiche,…). Questi dati hanno prodotto un quadro che si può ritenere rappresentativo per ricostruire l’ambiente di Mutina nel momento di massimo fulgore dell’Impero e della città (RINALDI, 2011).
Tra le evidenze più significative emerge l’inusuale abbondanza (1625 semi) di Reseda luteola L., specie euroasiatica naturalizzata nell’area mediterranea (PIGNATTI, 1982) e attualmente presente, ma rara, nei rudereti della pianura e collina modenese (ALESSANDRINI et al., 2010). La reseda in tutte le parti aeree, comprese infiorescenze e semi, produce flavonoidi, il più importante dei quali è la luteolina, pigmento molto stabile usato da tempi antichi per la colorazione di tessuti, come lana, lino e seta (ANGELINI et al., 2003). Nei semi romani, per confronto con semi attuali commerciali e con metodi chimici routinari, non è stato possibile evidenziare se non minime tracce del pigmento, per il livello di degradazione delle strutture del seme, che ha lasciato visibile solo parte dello spettro della componente lipidica endospermica (MUCCI, in litteris). R. luteola è la pianta classica per ottenere il colore giallo (LUNDBORG, 1983), come suggerisce la denominazione specifica, da luteus = giallo (ANDRÈ, 1985), nota anche nelle tradizioni etnobotaniche italiane (GUARRERA, 2006). I Romani sembra che della reseda utilizzassero i semi, insieme con il fusto, per tingere gli indumenti nuziali e quelli delle Vestali (BRUNELLO, 1968). Durante il Medioevo la zona della Pianura Padana fu uno dei principali centri di produzione di diverse piante tintorie, tra cui la reseda (ROSTEAU, 1997); la sua coltivazione e commercio ebbero poi grande importanza in Italia e Francia durante il Rinascimento e oggi la reseda è di nuovo considerata a livello agronomico per la sempre maggior richiesta di coloranti naturali (ANGELINI et al., 2003).
L’abbondanza del ritrovamento, compatibile con le modalità di raccolta della pianta che deve avvenire alla maturazione dei frutti, quando il pigmento è più abbondante, suggerisce pratiche colturali attuate nell’area peri-urbana modenese e presumibilmente collegate all’economia di questa fiorente colonia romana. Infatti, nonostante Mutina sia spesso ricordata per le attività agricole e per la produzione ceramica, aveva anche come elementi forti della sua economia l'allevamento ovino e il settore tessile. Strabone ricorda che i luoghi intorno a Modena forniscono “una lana morbida e molto più bella di tutte” (Geographia V, 1, 12 - C 218) e Columella cita le pregiate pecore “che popolano i Campi Macri fra Parma e Modena” (Res rustica VII, 2,3), luogo vicino alla città dove si svolgeva una fiera annuale con un mercato bestiame famoso in tutta la penisola (Strabone, Geographia V, 1, 11 - C 217). Una conferma tangibile viene dal fatto che gli ovicaprini dominano il quadro dei reperti archeozoologici nel sito del canale bonificato (DE GROSSI MAZZORIN, 1988). È da ricordare che nel IV sec. d.C. mutinensis diventa sinonimo di alcune qualità di lane e tessuti, e che lanarii e vestiarii sono spesso attestati nelle steli funerarie modenesi, testimonianza della grande diffusione di queste attività nel territorio (CALZOLARI, 2008). A titolo di esempio ricordiamo la stele
Tipologia CRIS:
Abstract in Atti di Convegno
Keywords:
piante tintorie; reseda; lino; lana; archeobotanica; Modena
Elenco autori:
Rinaldi, Rossella; Bosi, Giovanna; Mazzanti, Marta
Autori di Ateneo:
BOSI Giovanna
MAZZANTI Marta
Link alla scheda completa:
https://iris.unimore.it/handle/11380/683263
Titolo del libro:
Abstract Convegno "La lana nella Cisalpina romana: economia e società"
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