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  1. Pubblicazioni

«Il mondo sottosopra». Spartaco e altre reticenze manzoniane

Libro
Data di Pubblicazione:
2012
Citazione:
«Il mondo sottosopra». Spartaco e altre reticenze manzoniane / Tongiorgi, Duccio. - STAMPA. - (2012), pp. I-X-1-104.
Abstract:
La reticenza è uno dei rifugi manzoniani. Si tratta, come è ben noto, di
una figura di compromesso, ambiguamente costretta nel recinto dell’omissione, eppure anche dominata del valore semantico che la rinuncia alla parola comunque assume. Il silenzio può essere sentenzioso e Manzoni conobbe come pochi altri l’arte retorica della sospensione, del mascheramento. Ogni lettore minimamente accorto dei Promessi sposi lo sa bene. Insieme alla reticenza la sua scrittura si nutre di antifrasi e di parodie, che resistono ad ogni facile rappresentazione di una realtà della cui serena concretezza in fondo e con ragione si dubita. Reticenze e silenzi emergono di continuo anche dalle pagine di questo libro: perché quello preso qui in esame è un Manzoni che manifesta lucidamente la sua sconfortante disarmonia rispetto al presente, il suo trovarsi sempre idisposto al compromesso, eppure oltre modo deciso (costretto forse) ad atenersi da una prise de la parole diretta, non ambigua e pubblica. adicale, questa astensione, nel caso del suo Spartaco, destinato addirittura a restare un progetto inespresso, forse uno dei più problematici e lasciare traccia di sé solo nel mucchio dei suoi brogliacci e nelle solitarie conversazioni con i più intimi sodali. Manzoni, come ho provato a dimostrare, aveva forse compreso meglio e prima di ogni altro la straordinaria complessità del tema spartaciano, già affrontato da tempo nei teatri europei, eppure finalmente – dopo la prima stagione dei moti – davvero ‘moderno’, nel momento in cui si cominciava a riconoscere la soggettività delle masse popolari dentro la storia. Ma con molte incertezze, lasciando troppo a lungo aperto il cantiere della tragedia, egli rinunciò ad affrontare la questione in termini diretti e necessariamente espliciti, preferendo invece far maturare il suo determinato (e pur sofferto) rifiuto delle ‘ragioni’ della rivolta sociale nei versi delle altre due tragedie, nelle Osservazioni e soprattutto nelle pagine (così sottoposte al labor limae della riscrittura) del racconto della sommossa di San Martino nei Promessi sposi. Qui, non fosse stato per il soccorso di altri testi, la reticenza rischiava appunto di giungere ad un punto morto, di sfociare (come Manzoni più volte arrivò a temere) nell’incapacità di esprimersi, nel mero silenzio. Una sensazione di isolamento dolorosa, eppure ricercata quasi con ostinazione, che ebbe notoriamente carattere patologico e fu particolarmente marcata proprio negli anni di gestazione dei capolavori, quando il clima politico – dopo il crollo napoleonico – si andava facendo per lui sempre più pesante. Alla risonanza di pagine straordinariamente evocative si accompagnano dunque anche i silenzi di opere che non furono scritte e i gesti indecisi di un letterato che non riusciva a sentirsi a suo agio in una Lombardia orba di diritti e priva di una costituzione. L’insindacabile, secco rifiuto con cui Manzoni declinò l’invito di Giuseppe Acerbi a collaborare alla «Biblioteca italiana» e «a qualsivoglia associazione letteraria» – ragionevole certo, considerata l’ambiguità ideologica della proposta – assume rilievo più generale se nel contempo si osserva la clamorosa assenza manzoniana non solo da altre e a lui più consentanee esperienze associative e letterarie (il «Conciliatore» prima di ogni altra), ma anche dalla serrata, persino ingenua ricerca, da parte dei ‘crocchi’ romantici, di nuove pratiche di confronto politico.
Invece, nella seconda parte di questo volume l’indagine evidenzia soprattutto la cifra del mascheramento nella parola. La parodia manzoniana, ad esempio, persino quella che condiziona alcune importanti scelte onomastiche del romanzo, attiva sempre un punto di vista obliquo sulla realtà
Tipologia CRIS:
Monografia/Trattato scientifico
Keywords:
Manzoni; Spartaco; Onomastica; Rivolta sociale
Elenco autori:
Tongiorgi, Duccio
Link alla scheda completa:
https://iris.unimore.it/handle/11380/838094
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